Tricopigmentazione

Nata nel lontano 1998 grazie a Toni Belfatto e il suo socio Ennio Orsini (tale termine era, infatti, inesistente fino a quella data) l’obiettivo per cui la Tricopigmentazione® è stata ideata è quello di creare l’illusione ottica della presenza di capelli laddove effettivamente non ci sono, pratica utilizzata per risolvere tutti gli inestetismi legati alla calvizie e agli esiti cicatriziali.
Messa a punto come attività complementare a quella dell’autotrapianto in cui il chirurgo, nello spostamento dei capelli, genera una cicatrice che può essere di tipo FUT oppure di tipo FUE.
Il risultato raggiunto impedirà di far vedere la cicatrice grazie ad un perfetto copia e incolla dei capelli circostanti mascherando così l’aspetto ipocromico e liscio della cicatrice stessa.
Questa tecnica particolare viene spesso impiegata anche per esiti cicatriziali sulla barba dovuti ad interventi chirurgici o semplicemente causati da traumi o incidenti stradali.
La Tricopigmentazione®, per ritenersi conclusa, ha bisogno di 2/3 sedute a distanza di circa 30 giorni l’una dall’altra.
La prima seduta, considerata anche una sorta di test, raggiungerà solo il 30% del risultato; con la seconda seduta invece, avendo avuto una risposta da parte del cuoio capelluto, raggiungeremo il 70% del risultato. Un’ultima seduta, facoltativa, servirà a perfezionare e uniformare eventuali difformità cromatiche e raggiungere il risultato al 100%.
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